Segnaletica aziendale: come usarla e perché è utile per i tuoi clienti

Postato su: feb 6, 2026

Autore: Luigi Cipri

Serve una targa chiara e riconoscibile?

Scopri le targhe

La segnaletica aziendale funziona come una buona accoglienza: orienta, rassicura e riduce le domande prima ancora che qualcuno le faccia. Per un cliente che entra in uno studio, in un ufficio o in un capannone, trovare subito l’ingresso giusto, la reception e il percorso corretto significa risparmiare tempo e sentirsi seguito.

Oltre all’utilità pratica, una segnaletica ben progettata comunica anche ordine e affidabilità. È un messaggio silenzioso, ma molto concreto: “qui si lavora con metodo”.

Segnaletica aziendale: cos’è e perché è importante per i clienti

La segnaletica aziendale è l’insieme di targhe, pannelli e indicazioni visive che aiutano le persone a capire dove andare e cosa fare in un luogo di lavoro: dall’ingresso fino alla stanza giusta, passando per i servizi, le uscite e le aree riservate.

In breve: a cosa serve davvero

Serve a orientare le persone, ridurre l’ansia di chi non conosce gli spazi, velocizzare l’accesso ai servizi e rendere coerente l’immagine di uno studio o di un’azienda.

Dal punto di vista del cliente, è come entrare in un edificio con le luci già accese: ci si sente guidati. Dal punto di vista dell’azienda, significa meno interruzioni al personale e più fluidità, soprattutto nelle ore di punta.

Per vedere esempi e soluzioni tipiche (targhe per ingresso, indicazioni, pannelli), può essere utile consultare la sezione Segnaletica Aziendale e farsi un’idea delle applicazioni più comuni.

Una nota pratica: quando esiste già un file in PDF con loghi e layout, spesso conviene partire da quello. In molti casi, inviando un PDF è possibile ricevere una bozza di impaginazione prima della produzione, così da evitare sorprese su spazi, margini e leggibilità.

Segnaletica aziendale in una hall


Tipi di segnaletica aziendale e significato dei colori

Non tutta la segnaletica fa la stessa cosa. Alcuni elementi orientano, altri informano, altri ancora proteggono perché legati alla sicurezza. Capire la differenza aiuta a scegliere bene, senza riempire i muri di cartelli inutili.

Tra le soluzioni più usate ci sono anche i totem per segnaletica aziendale, utili quando serve una “colonna guida” visibile da lontano, ad esempio per indicare reception, reparti, uffici o parcheggi.

Quando si passa alla cartellonistica più operativa, avere una panoramica di cartelli e pannelli di segnalazione aiuta a allineare formato, simboli e messaggi in modo coerente.

Regola semplice per non sbagliare

Prima si decide il percorso del cliente (da fuori a dentro), poi si sceglie la segnaletica. Fare il contrario porta spesso a cartelli doppi, messaggi contraddittori e punti ciechi.

Le principali tipologie (con esempi pratici)

  • Segnaletica direzionale: frecce e indicazioni, ad esempio “Reception”, “Uffici amministrativi”, “Sala riunioni”.
  • Segnaletica identificativa: targhe per porte e ingressi, con nomi, ruoli e orari.
  • Segnaletica informativa: regole di accesso, “suonare”, “attendere”, “accesso riservato”.
  • Segnaletica di sicurezza: divieti, obblighi, emergenza e antincendio, dove richiesto.

Colori: cosa comunicano (in modo intuitivo)

I colori non sono una decorazione. Sono un linguaggio rapido che il cervello riconosce anche quando si è di fretta.

ColoreSignificato tipicoEsempio in azienda
RossoDivieto o antincendioEstintore, pulsante di emergenza, “Vietato fumare”
GialloAttenzione o pericoloZona carico scarico, pavimento scivoloso
BluObbligoDPI obbligatori in area tecnica
VerdeSicurezza e via di fugaUscita di emergenza, punto di raccolta

Per gli aspetti normativi dei colori e dei pittogrammi, è sempre prudente verificare anche i riferimenti ufficiali (ad esempio le indicazioni dell’INAIL sulla segnaletica di sicurezza) con una fonte istituzionale come INAIL.


Come implementare la segnaletica aziendale interna ed esterna

Implementare bene significa una cosa: far arrivare la persona giusta nel posto giusto senza chiedere. Per riuscirci, serve un piano semplice, prima ancora dei materiali.

Un metodo pratico in 5 passi

  1. Disegnare il percorso reale: da parcheggio o strada fino al punto di accoglienza, poi verso uffici o sale.
  2. Individuare gli snodi: porte, ascensori, corridoi, scale, bivi. È lì che la segnaletica “paga”.
  3. Scrivere testi brevi: poche parole, niente frasi lunghe. “Segreteria” funziona meglio di “Ufficio della segreteria amministrativa”.
  4. Scegliere materiali coerenti: interni eleganti e leggibili, esterni resistenti.
  5. Verificare a distanza: leggere a 2 m, 5 m e 10 m. Se si fatica, va ripensata.

Segnaletica interna: leggibilità e ordine

All’interno contano molto finitura e chiarezza. Una targa per porta deve essere comprensibile anche per chi ha fretta o non vede benissimo. In ambienti come studi tecnici, ambulatori, uffici e coworking, materiali puliti e moderni valorizzano anche l’immagine percepita.

Se la targa va fissata su una superficie trasparente come una vetrata, è importante scegliere il giusto sistema di fissaggio per evitare vibrazioni e inclinazioni. In questi casi, conoscere le buone pratiche per installare una targa su vetro aiuta a prevenire gli errori più comuni.

Segnaletica esterna: resistenza prima di tutto

All’esterno la segnaletica aziendale deve reggere sole, pioggia, smog e sbalzi di temperatura. Qui la scelta del materiale e della stampa non è un dettaglio estetico: è una scelta di durata.

Per orientarsi tra opzioni e manutenzione, una guida sui materiali per targhe da esterno aiuta a valutare cosa resiste meglio nel tempo, soprattutto quando la targa resta esposta tutto l’anno.

Checklist di posa per l’esterno

  • Posizionamento ad altezza “naturale” dello sguardo, senza obbligare a cercare.
  • Contrasto alto tra testo e fondo, soprattutto in pieno sole.
  • Fissaggi adeguati alla parete e alla superficie.
  • Controllo dell’illuminazione serale, se l’ingresso resta attivo dopo il tramonto.


Costi della segnaletica aziendale, preventivi e opzioni economiche

Parlare di costi della segnaletica aziendale ha senso solo dopo una domanda iniziale: quanti punti devono essere “spiegati” al cliente? Un piccolo studio può cavarsela con poche targhe e una freccia ben posizionata; una sede su più piani avrà bisogno di un sistema completo.

Da cosa dipende il prezzo

  • Numero di elementi: una targa singola costa meno di un set coordinato per tutto l’edificio.
  • Dimensioni: una targa 20 cm x 30 cm non è paragonabile a un pannello grande o a un totem.
  • Materiali: interno ed esterno richiedono resistenze diverse.
  • Grafica: file pronto in PDF riduce le revisioni; una grafica da rifinire richiede più passaggi.
  • Fissaggi e posa: supporti distanziatori, montaggio su vetro o su facciata possono cambiare molto.

Come mantenere il budget sotto controllo (senza “risparmiare male”)

La strategia più efficace è scegliere pochi messaggi, ma posizionati bene. Meglio una targa grande e leggibile all’ingresso, che tre piccole e confuse. Un altro accorgimento è uniformare formati e stile: la coerenza fa risparmiare tempo, evita rifacimenti e rende tutto più professionale.

Quando serve una stima precisa, la strada più corretta è raccogliere misure, foto del punto di installazione e un’idea del layout (anche un PDF va bene) e richiedi un preventivo per la segnaletica in base alle reali necessità.


Errori comuni, obblighi normativi e alternative alla segnaletica tradizionale

La segnaletica aziendale riesce quando è “noiosa” nel senso buono: chi la guarda capisce subito e va avanti. Gli errori più frequenti, invece, creano esitazioni e domande.

Errori da evitare (quelli che costano davvero)

  • Testi troppo lunghi: la persona non legge, scansiona.
  • Contrasto basso: grigio su grigio è elegante solo in foto, non nella vita reale.
  • Troppi stili diversi: font e colori che cambiano in ogni stanza fanno perdere autorevolezza.
  • Posizionamento “a sentimento”: una freccia dopo il bivio non aiuta nessuno.
  • Materiale sbagliato fuori: se scolora o si rovina, l’immagine dell’azienda ne risente ogni giorno.

La segnaletica aziendale è obbligatoria per legge?

Dipende dal contesto. In generale, la segnaletica di sicurezza (uscite di emergenza, divieti, obblighi in aree specifiche) può essere richiesta dalle norme sulla sicurezza sul lavoro. Anche alcune attività possono avere obblighi di esposizione di indicazioni o targhe in base a regolamenti locali o di categoria.

Per un approfondimento pratico su casi e attenzioni legali legate alle targhe, può essere utile considerare obblighi e consigli legali per le targhe, così da evitare mancanze o informazioni esposte in modo non corretto.

Alternative moderne (quando la “targa classica” non basta)

In alcune sedi la segnaletica tradizionale può essere affiancata da soluzioni più flessibili, senza complicare la vita:

  • QR code informativi vicino alla reception o alle sale, per orari e documenti utili (da usare come integrazione, non come sostituzione della segnaletica principale).
  • Vetri satinati e pellicole per separare ambienti e indicare aree, con un impatto visivo pulito.
  • Totem e pannelli modulari che si aggiornano facilmente quando cambiano reparti o professionisti.

Il punto chiave resta sempre lo stesso: la tecnologia deve semplificare, non obbligare il cliente a “smanettare”. Se il pubblico è poco digitale, la direzione deve restare chiara anche senza smartphone.

Hai bisogno di una segnaletica chiara?

Targhe Professionali. Precisione, stile e materiali esclusivi.

Domande Frequenti

La segnaletica aziendale è l’insieme di cartelli, indicazioni e elementi grafici che guidano le persone all’interno e all’esterno di una sede. Serve a far trovare rapidamente ingressi, reception, reparti, servizi e uscite, riducendo domande al personale e tempi di attesa. Inoltre comunica professionalità e attenzione al cliente: un percorso chiaro rassicura, evita errori (come code sbagliate) e rende l’esperienza più fluida, soprattutto nei momenti di maggior affluenza.

In genere servono tre livelli: esterna (insegne, ingresso, parcheggio, orari), direzionale interna (frecce, numerazione uffici, piani, mappe), e informativa/di servizio (reception, sale riunioni, bagni, accessibilità). A seconda del settore possono essere utili anche segnali di sicurezza e regolamento (aree riservate, DPI, vie di fuga). L’obiettivo è coprire i punti in cui un cliente può “incertezza”: arrivo, accoglienza, spostamento e uscita.

Parti dai percorsi reali: osserva dove si fermano i clienti e quali domande fanno. Usa testi brevi, pittogrammi riconoscibili e contrasti cromatici alti. Mantieni una gerarchia: titolo grande (es. “Reception”), sotto informazioni secondarie. Posiziona i cartelli all’altezza dello sguardo e prima dei bivi, non dopo. Se la sede è grande, aggiungi una mappa “Tu sei qui”. Testa il tutto con persone esterne: se capiscono al primo colpo, sei sulla strada giusta.