Perché una targa dura nel tempo?
Una targa dura quando unisce materiali stabili, una finitura adeguata al contesto e una grafica protetta (inchiostri o incisione). La protezione contro i raggi UV evita lo sbiadimento, la corretta scelta dello spessore limita le deformazioni, mentre la finitura giusta (satinata o lucida) gestisce i riflessi e riduce i segni d’uso.
Conta molto anche la posa: un fissaggio adatto al supporto (parete, vetro, pietra) distribuisce le sollecitazioni e impedisce micro-movimenti che, nel tempo, possono generare righe o allentamenti.
Targa professionale: da cosa dipende la resistenza nel tempo
Esposizione: sole, pioggia, smog e salsedine
- Sole diretto: i raggi UV nel lungo periodo possono scolorire grafiche non protette e scaldare il materiale. In questi casi conviene preferire finiture satinate e inchiostri con passata di bianco di fondo o incisioni a contrasto.
- Pioggia e umidità: l’acqua in sé non è un problema se materiali e inchiostri sono idonei; lo diventa quando ristagna o penetra tra targa e parete. È utile controllare periodicamente lo stato dei punti di fissaggio.
- Smog: le polveri sottili sporcano la superficie; una pulizia regolare con panni morbidi e detergenti neutri mantiene la brillantezza.
- Salsedine: in zone marine gli aerosol salini accelerano l’ossidazione dei metalli. Qui sono preferibili leghe e finiture più “tolleranti” e una manutenzione più frequente.
Spessore, finiture e lavorazioni
- Spessore: una lastra più spessa riduce flessioni e vibrazioni dovute al vento o a urti accidentali. Per l’esterno è consigliabile uno spessore “strutturale” coerente con la misura.
- Finitura: la satinatura limita i riflessi e nasconde i micro-segni; il lucido valorizza l’effetto specchiato ma richiede più cura. La scelta va fatta in base a luce e immagine desiderata.
- Lavorazioni: incisioni e smalti a contrasto, oppure stampe UV con bianco di fondo e vernice protettiva, aumentano la resistenza della grafica.
Suggerimento operativo
Quando definisci il progetto, chiedi sempre:
dove sarà esposta la targa, a quale distanza deve essere letta, qual è la fonte di luce prevalente. Queste tre risposte guidano materiale, finitura e lavorazione.
Resistenza dei materiali: cosa aspettarsi
Ogni materiale ha un “carattere”. Qui sotto trovi una sintesi utile per orientarti in fase di scelta, con riferimento alla resa all’esterno e alla cura nel tempo.
| Materiale | Comportamento all’esterno | Punti di forza | Attenzioni |
|---|
| Alluminio | Leggero, stabile, naturalmente anticorrosivo. | Ottima resa in esterno, manutenzione minima, ideale per segnaletica professionale. | Preferisci finiture satinate in aree molto luminose per migliorare la leggibilità. |
| Ottone | Prestigioso e durevole; tende a ossidarsi in ambiente marino/smog. | Immagine classica e autorevole; perfetto per studi di rappresentanza. | Richiede pulizia periodica e, se desiderato, prodotti lucidanti dedicati. |
| Plexiglass | Buona resistenza agli urti e alle intemperie con corretta stampa/protezione. | Aspetto moderno, ottima nitidezza grafica, adatto anche a soluzioni da interno/esterno. | Usa panni morbidi e detergenti neutri; evita solventi e abrasivi che possono opacizzarlo. |