Targhe per farmacie e parafarmacie: informazioni obbligatorie e leggibilità

Postato su: ago 27, 2026

Autore: Luigi Cipri

Devi rifare l'insegna o le targhe informative del tuo esercizio?

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Farmacie e parafarmacie hanno un problema che gli studi professionali non hanno: quello che espongono all'esterno non è solo una scelta di immagine, è in buona parte materia regolata. La croce, la denominazione, gli orari, i turni. Sono elementi che rispondono a norme precise, e che allo stesso tempo devono funzionare da comunicazione, perché una persona che cerca una farmacia di sera ha bisogno di trovarla in fretta.

Questa guida mette in fila due cose che di solito vengono trattate separatamente: quali informazioni vanno esposte e come renderle davvero leggibili. Perché un cartello conforme ma illeggibile assolve la norma solo sulla carta, e chi si ferma davanti alla vetrina alle undici di sera non trova quello che cerca.

Una premessa necessaria. La materia è regolata su tre livelli: la normativa nazionale, le leggi regionali e i regolamenti comunali. Orari, turni, obbligo di croce luminosa e autorizzazioni per le insegne cambiano sensibilmente da una regione all'altra e da un comune all'altro. Quello che leggi qui è il quadro generale, utile per capire cosa serve e come progettarlo. Prima di ordinare, verifica sempre le disposizioni della tua regione e del tuo comune, e in caso di dubbio l'Ordine provinciale dei farmacisti e il servizio farmaceutico della ASL sono gli interlocutori giusti.

i Indice dei Contenuti

Cosa deve esporre una farmacia

Le informazioni che una farmacia deve rendere visibili dall'esterno si possono raggruppare in tre famiglie. Vale la pena guardarle una per una, perché ognuna ha esigenze diverse di formato e di posizione.

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La denominazione e la croce verde

Sono gli elementi identificativi, e sono anche quelli protetti. La normativa nazionale riserva l'uso della denominazione "farmacia" e della croce di colore verde alle farmacie aperte al pubblico e a quelle ospedaliere, proprio per consentire ai cittadini di riconoscere subito una farmacia del servizio sanitario. Nessun altro esercizio può usarli, su nessun supporto.

Diverse leggi regionali aggiungono l'obbligo di dotarsi della croce verde e stabiliscono quando deve restare accesa, in genere durante il servizio serale e notturno. Anche il colore e la resa luminosa dell'insegna possono ricadere nei regolamenti comunali, soprattutto nei centri storici.

Da verificare prima di ordinare: le prescrizioni comunali su dimensioni, sporgenza e luminosità, in particolare per le insegne a bandiera. Se la tua è una farmacia visibile da una strada aperta al traffico, entrano in gioco anche le regole sulla cartellonistica stradale.
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Orari di apertura e turni di servizio

È la parte più delicata dal punto di vista pratico. All'esterno dei locali va esposto in modo chiaro e ben visibile l'orario di apertura, insieme ai turni di servizio con l'indicazione delle farmacie di turno. In molte regioni è richiesto che queste informazioni comprendano orario, indirizzo e recapito telefonico delle farmacie aperte, e che restino leggibili anche quando la farmacia è chiusa.

Qui sta il punto che molte farmacie sottovalutano: l'informazione sui turni serve esattamente nel momento in cui la saracinesca è abbassata e la luce interna è spenta. Un foglio A4 stampato e attaccato al vetro assolve formalmente, ma alle undici di sera, sotto la pioggia, non lo legge nessuno.

Da verificare prima di ordinare: chi stabilisce i turni nella tua zona e con quale frequenza cambiano. È il dato che determina se ti conviene un supporto fisso o una soluzione con parte sostituibile.
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I cartelli informativi verso il cittadino

Alla comunicazione esterna si affiancano le informazioni che vanno rese disponibili al pubblico all'interno, come il cartello sulle quote di partecipazione alla spesa farmaceutica e, dove previsto, le indicazioni su sconti praticati e sulle modalità del servizio. A queste si aggiungono i cartelli richiesti da altre normative trasversali, per esempio l'informativa sulla videosorveglianza quando è presente un impianto.

Sono elementi che spesso finiscono su fogli stampati e appiccicati al banco. Funzionano, ma raccontano una farmacia meno curata di quanto sia davvero.

Da verificare prima di ordinare: l'elenco aggiornato dei cartelli obbligatori per la tua regione. Una volta che ce l'hai, conviene progettarli tutti insieme con lo stesso carattere e la stessa impostazione grafica.

Cosa cambia per una parafarmacia

Per le parafarmacie e per i corner della grande distribuzione le regole sulla comunicazione esterna sono altrettanto precise, ma vanno nella direzione opposta: non identificare, bensì evitare la confusione con una farmacia.

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Insegna, croce e denominazione

Il decreto ministeriale che fissa i requisiti di questi esercizi stabilisce che le insegne devono essere di colore diverso dal verde. La denominazione "farmacia" e la croce verde restano riservate alle farmacie, mentre la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che una parafarmacia può usare il simbolo della croce in un colore diverso, per esempio il blu, accompagnato dalla dicitura "parafarmacia".

Il criterio guida è sempre lo stesso: l'insegna deve essere chiara e non ingannevole. Vanno quindi evitate anche le soluzioni grafiche che minimizzano il prefisso "para" fino a renderlo poco visibile, perché il risultato è comunque un messaggio ambiguo per chi passa.

Attenzione al dettaglio: il divieto riguarda l'insegna nel suo complesso, non solo la croce. Anche la scritta e gli elementi grafici di contorno concorrono a determinare se il messaggio è chiaro oppure no.
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L'indicazione dei medicinali in vendita

C'è poi un obbligo che riguarda solo questi esercizi e che spesso viene assolto male: all'esterno deve essere indicata con chiarezza, e messa in evidenza, la tipologia di medicinali venduti, cioè quelli di automedicazione e quelli non soggetti a prescrizione medica.

Nella pratica lo si vede risolto con adesivi provvisori sulla vetrina, spesso scoloriti dal sole. È un peccato, perché questa indicazione è anche un'informazione commerciale utile: dice al cliente cosa può effettivamente trovare da te, e vale la pena trattarla come parte dell'immagine dell'esercizio invece che come un adempimento.

Consiglio pratico: progetta questa indicazione insieme all'insegna, non dopo. Una targa dedicata, coordinata per materiale e carattere, risolve l'obbligo e alza la percezione dell'esercizio.
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Farmacia e parafarmacia a confronto

Un riepilogo delle differenze principali sulla comunicazione esterna, utile da tenere a portata di mano quando si progetta o si rifà l'insegna.

Elemento Farmacia Parafarmacia
Denominazione "Farmacia", riservata per legge "Parafarmacia", ben leggibile in ogni sua parte
Croce Verde, uso esclusivo Ammessa in colore diverso dal verde, per esempio blu
Colore dell'insegna Verde tipico dell'identità farmacia Diverso dal verde
Orari e turni Esposizione esterna di orario e farmacie di turno Orari secondo le regole degli esercizi commerciali
Medicinali in vendita Implicita nella denominazione Va indicata all'esterno e messa in evidenza
Autorizzazione insegna Regolamento comunale Regolamento comunale

Se ti stai chiedendo quale supporto rientri in quale categoria dal punto di vista amministrativo, la distinzione è spiegata in insegna o targa: differenze legali e di utilizzo. Non è un dettaglio formale, perché incide sulle autorizzazioni e sull'imposta di pubblicità.

Leggibilità: far funzionare ciò che è obbligatorio

Qui si passa dalla conformità all'efficacia. Le due cose non coincidono quasi mai da sole, e la differenza la fanno quattro scelte concrete.

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Progetta partendo dalla distanza di lettura

Ogni informazione ha la sua distanza. La croce e la denominazione vengono lette da cinquanta metri, spesso da un'auto in movimento. Gli orari si leggono dal marciapiede, fermi davanti alla vetrina. I turni si leggono da vicino, ma al buio. Progettare tutto con lo stesso corpo di testo è l'errore più comune, e produce un'insegna che grida e dei turni che non si vedono.

Una regola pratica utile: parti dalla distanza massima a cui quell'informazione deve essere leggibile e dimensiona di conseguenza, invece di adattare il testo allo spazio disponibile. Se il testo non ci sta, il problema è il formato, non il carattere. Il ragionamento è lo stesso descritto nella guida su come scegliere le dimensioni giuste.

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Lavora sul contrasto, non sulla dimensione

Quando un'informazione non si legge, l'istinto è ingrandirla. Spesso però il problema è il contrasto: testo scuro su fondo scuro, verde su verde, o una superficie lucida che di giorno riflette il cielo e restituisce solo un abbaglio. Un testo più piccolo ma ad alto contrasto si legge meglio di uno grande e piatto.

Per gli elementi esposti in vetrina o su superfici soleggiate, le finiture satinate riducono i riflessi e mantengono la leggibilità in tutte le ore del giorno. È lo stesso criterio spiegato in lucida o satinata: guida alla scelta.

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Scegli caratteri che tengono anche di notte

I font molto sottili o molto condensati si comportano male con la retroilluminazione: le lettere tendono a chiudersi e il testo si impasta. Per l'esterno funzionano meglio caratteri lineari, con spessore uniforme e buona apertura delle forme, e conviene evitare il testo tutto maiuscolo sulle righe lunghe, perché rallenta la lettura proprio quando serve velocità.

Se stai scegliendo il carattere dell'insegna partendo da zero, una selezione già filtrata la trovi nei 20 font per la tua insegna.

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Pensa alla notte come alla condizione normale

Per una farmacia la fascia oraria in cui l'informazione conta di più è quella in cui l'esercizio è chiuso. Turni, recapiti e indicazioni sulla farmacia aperta devono restare leggibili senza la luce del negozio, quindi vanno previsti un'illuminazione dedicata oppure un supporto retroilluminato, verificando prima cosa consente il regolamento comunale.

Sugli aspetti tecnici e normativi dell'illuminazione, incluse le soluzioni a LED e i consumi, è utile la guida su illuminazione LED per targhe: normative e idee.

Prova pratica: passa davanti alla tua vetrina di sera, a piedi e in auto, e prova a leggere i turni come farebbe un cliente che non sa dove guardare. È il test più onesto che esista, e costa cinque minuti.

Quale supporto scegliere per ogni informazione

Una volta chiarito cosa esporre e con quale leggibilità, resta da decidere su cosa. Le informazioni di una farmacia hanno vite diverse: alcune restano identiche per anni, altre cambiano ogni settimana, e il supporto va scelto di conseguenza.

Identità e riconoscibilità. Denominazione, croce e nome dell'esercizio sono elementi stabili e vanno sull'insegna. Per la visibilità laterale lungo la strada, dove il regolamento comunale lo consente, la soluzione più efficace è l'insegna outdoor bifacciale luminosa, che si legge da entrambe le direzioni di marcia. In facciata, dove serve solo la vista frontale, è sufficiente l'insegna outdoor monofacciale luminosa. Se la lettura notturna è garantita da un'illuminazione esterna già presente, o se il comune limita le insegne luminose, resta valida l'insegna outdoor monofacciale non luminosa.

Informazioni che cambiano. Orari e turni vanno trattati come contenuto aggiornabile. La soluzione peggiore è inciderli su un supporto fisso: alla prima variazione ti ritrovi con una correzione a penna o un adesivo sopra. Meglio prevedere fin dall'inizio una cornice o un pannello con la parte informativa sostituibile, coordinato per materiale e carattere con il resto della comunicazione.

Informazioni stabili di dettaglio. Indicazione dei medicinali in vendita, servizi disponibili, accessibilità: sono contenuti che restano invariati a lungo e meritano una targa vera, non un adesivo. È anche il punto in cui la comunicazione obbligatoria smette di essere un adempimento e comincia a lavorare per te, un principio approfondito in come comunicare professionalità con una targa commerciale.

Un'ultima raccomandazione sulla posizione: prima di fissare qualunque supporto, verifica che non finisca coperto dalla saracinesca abbassata, da un espositore o dal battente della porta aperta. È l'errore che vanifica più spesso un lavoro fatto bene, e su cui trovi altri esempi in errori da evitare nella posizione della targa sul muro.

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Domande Frequenti

No. La denominazione "farmacia" e la croce di colore verde sono riservate alle farmacie aperte al pubblico e a quelle ospedaliere, e le insegne delle parafarmacie devono essere di colore diverso dal verde. La giurisprudenza amministrativa ha però chiarito che il simbolo della croce in sé non è vietato: una parafarmacia può usarlo in un colore differente, per esempio il blu, insieme alla dicitura "parafarmacia". Il criterio è che l'insegna risulti chiara e non ingannevole per chi passa.

Gli elementi identificativi, cioè la denominazione e la croce verde, e le informazioni di servizio, cioè l'orario di apertura e i turni con l'indicazione delle farmacie aperte. In molte regioni è richiesto che i turni riportino orario, indirizzo e recapito telefonico e restino leggibili anche a esercizio chiuso. Poiché la disciplina è in buona parte regionale e comunale, conviene verificare le disposizioni della propria zona prima di far realizzare i supporti.

Sì. All'esterno dell'esercizio deve essere indicata con chiarezza e messa in evidenza la tipologia di medicinali in vendita, cioè quelli di automedicazione e quelli non soggetti a prescrizione medica. Conviene trattarla come una targa vera, coordinata con l'insegna, invece che come un adesivo temporaneo: è un obbligo, ma è anche un'informazione commerciale utile a chi passa davanti alla vetrina.

Prevedendo una fonte di luce dedicata o un supporto retroilluminato, perché la luce interna del negozio di sera è spenta proprio quando quell'informazione serve. Aiutano anche un buon contrasto tra testo e fondo, caratteri lineari con spessore uniforme e una posizione che non venga coperta dalla saracinesca abbassata. Il test più affidabile resta passare davanti alla propria vetrina di sera e provare a leggere come farebbe un cliente.